‘Na strana Protezione

‘Na strana Protezione

Premio Miglior Regia e Premio Speciale Luciano Sassara  alla X Rassegna Fidelitas 2016
“La regista, supportata da un cast di attori bravi ed affiatati, ha confezionato uno spettacolo estremamente gradevole, fatto di personaggi semplici e genuini e pure mai banali.
Lo spettacolo brilla di vivacità e ritmo, mentre i guizzi comico/surreali fanno da perfetto contrappunto ad una storia ricca di umanità e tenerezza.”

Premio Miglior Spettacolo al 6° Festival Colli Aniene 2016
“Per la coralità di tutti gli attori nel dirigere uno spettacolo ricco di emozioni e colpi di scena, portando lo spettatore a divertirsi e nello stesso tempo a riflettere sulla società di oggi.”

"ArteAperta"

"Abbiamo deciso di fondare il progetto ArteAperta perché vogliamo arrivare a tutti con la nostra Arte. Potremmo rimetterci? Vero, ma preferiamo sostentarci con le altre nostre attività, piuttosto che non arrivare a qualcuno di voi. Per la Gilda questo sarà un progetto cardine: c'impegneremo a presentare il più possibile i nostri spettacoli con la formula "Pay as you Wish". Crediamo fortemente che ogni spettatore, se vorrà, donerà quanto può, riconoscendo il lavoro che supporta la nostra Arte."Silvia Mafalda Faccini

Sinossi
Vincenzo De Pretore è un orfano che si guadagna da vivere rubando. In realtà egli è convinto di essere un nobile e che con i guadagni del suo “lavoro” presto riuscirà a riconquistare l’agiatezza della sua presunta condizione originaria. S’innamora di lui Ninuccia che, sfidando le maldicenze della gente, lo aspetta anche quando Vincenzo finisce in carcere. È lei a convincerlo a mettersi nelle mani della Madonna affinchè lo guidi e lo protegga. Vincenzo, dopo alcune reticenze, si lascia convincere e chiede (credendo di ottenere) una strana protezione…

Note di Regia
Eduardo De Filippo nell’ormai lontano 1957 scrisse una toccante commedia purtroppo a molti sconosciuta, ispirata da altre commedie appartenenti alla “Cantata dei giorni dispari” ho deciso di omaggiarla, con rispetto, mantenendo il nome dei suoi personaggi ma rileggendola in una diversa chiave, attualizzandola, delocalizzandola, amandola.
Che dire? Questa è una storia realmente surreale.
Eppure io conosco tanti De Pretore Vincenzo. Io stessa sono un po’ De Pretore Vincenzo.
Sarà perché il sogno di De Pretore, di tornare a casa e scoprire i suoi natali, sotto sotto è il desiderio di ogni sognatore deluso dalla realtà che lo circonda?
Voler trovare il proprio altrove. Ma qual è l’altrove di questo orfano?
L’ipotetica vita con la bella Ninuccia di cui è innamorato? La certezza di un lavoro che lo renda finalmente indipendente economicamente? Anche, ma il focus è ancora altrove…
San Francesco passò tutta la vita a chiedersi “Chi sono io? Chi sei tu?“ e nella risposta a questo risiede l’altrove di De Pretore Vincenzo.
E sebbene questa domanda nasca in una realtà ormai del tutto estranea, scopro quanto sia di straordinaria attualità. Vincenzo è un ragazzo di Roma, di oggi.
Un Rugantino, per alcuni versi, che sulle note di grandi ragazzi come Venditti, Rosso o De André ci racconta cosa vuol dire essere un ladruncolo nella città eterna, ma soprattutto cosa vuol dire, per un uomo in cerca dell’altrove, amare.
Sebbene poi mi chiedo spesso chi davvero si possa amare se si è in cerca di un altrove…
Una riflessione continua, quindi, che mi lega a Vincenzo De Pretore, quasi un Pinocchio legato al mio continuo meditare su dove ci portano i nostri sogni e quanto realmente brutta possa essere la sorpresa di vivere una vita che assolutamente non avremmo desiderato per noi.
Una cosa però è certa. Il mio altrove oggi lo vivo in compagnia di Vincenzo.
Nel terzo atto.